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  • Non è mai tardi per imparare a degustare felici !

    Fino a qualche settimana fa, gustare un chicco d’uva era stato il mio approccio più vicino al vino. Fa sorridere ma è la verità

    Poi un giorno di questo inverno, nel mezzo della pandemia dove tutti ci siamo ritrovati tristemente chiusi in casa e sempre più lontani dalla nostra vecchia e cara quotidianità pre-Covid, ho ricevuto un messaggio da un vecchio amico che mi informava che mi aveva inserita in un percorso formativo on line di approccio al vino

    Ok, sfida accettata!

    L’amico che mi aveva mandato il messaggio è un consulente per Ca’ Stelle, ci conosciamo da parecchi anni; quando abitava a Milano abbiamo lavorato insieme su diversi eventi a sfondo sociale e progetti di marketing e comunicazione. Oggi io continuo ad occuparmi di comunicazione ma da ormai una decina d’anni agli eventi corporate ho affiancato quelli privati diventando wedding planner professionista.

    Tornando a quel messaggio da cui tutto è nato…. è poi subito seguita la spedizione direttamente a casa delle undici etichette prodotte da Ca’ Stelle:

    “allora stavolta si fa sul serio” mi sono detta!

    Le undici bottiglie sono giunte a destinazione con un imballo davvero speciale per impedire venissero rotte durante il lungo tragitto, dalla Campania alla Lombardia: una grande cura e attenzione nel trattare il proprio prodotto che ho colto fin da subito.

    Non sapevo assolutamente nulla di vino.

    Non ho mai bevuto, limitandomi giusto al brindisi in compagnia alle feste comandate.

    Ben lontana dal sapere cosa ogni bottiglia contenesse, appena ricevute, mi hanno però subito affascinato  i nomi dei vini ispirati alle costellazioni; per mia natura e per lavoro, organizzando matrimoni, sono una romantica ! La mia curiosità si è quindi dapprima concentrata sulle etichette che peraltro, molto belle, ho poi scoperto essere stampate su carte Fedrigoni con inchiostro ecologico.

    Con le mie 11 bottiglie sulla scrivania e incuriosita da ciò che avrei potuto imparare ho così preso parte al primo incontro conoscendo di persona, seppur on line tramite Meet, Mariano e Raffaele Assini ovvero l’anima di Ca’ Stelle

    Da quel lontano lunedì di inizio febbraio ne sono poi seguiti tanti altri diventando un piacevole appuntamento fisso: ogni volta ho imparato qualcosa per me di assolutamente nuovo, ho riempito fogli prendendo appunti e ad ogni fine incontro avevo l’entusiasmo di raccontare ad altri le mie nuove conoscenze di quello che ho scoperto essere un mondo davvero affascinante, quello del vino.

    E poi, venne il giorno !

    Ho aperto una di quelle 11 bottiglie e quasi timidamente prima ho assaggiato e poi degustato mezzo bicchiere di vino.

    Mariano e Raffaele hanno saputo trasmettermi la giusta “confidenza” verso il vino; attraverso la grandissima esperienza, l’amore e il rispetto che nutrono nei confronti del loro lavoro ho acquisito tante nozioni interessanti ma ho anche imparato ad approcciarmi al vino con familiarità, dimestichezza, senza formalità, come si direbbe oggi in modo friendly.

    Un buon vino infatti è alla portata di tutti non solo dei Sommelier o degli intenditori: olfatto e papille gustative li abbiamo tutti! E ognuno di noi, pur non essendo un esperto, coglie la differenza tra ciò che è buono e ciò che invece è solo mediocre.

    Io sto anche imparando a degustare, che non significa affatto cominciare a bere, ma a saper riconoscere, a saper descrivere un vino e sono insegnamenti interessanti che portano anche nella mia cucina quotidiana, quella di casa,  a saper abbinare ai piatti e alle diverse portate.

    La strada per me è ancora tanto lunga ma è un percorso dove oltre ad imparare, mi diverto, mi fa vivere momenti di piacevole convivialità e mi ispira ad approfondire il tema del vino anche in altri contesti come l’arte, la moda, la letteratura e naturalmente il wedding.

    p.s. il mio preferito al momento è Cassyopea, Falanghina del Sannio DOP BIO. Accompagna splendidamente i primi piatti, antipasti, pesce, verdure, fritti e pizza ma ottimo anche come aperitivo … del resto sono milanese!

    Serena Colavita

  • Cassyopea: Fresca Vanità

    Come nascono le stelle

    Cassyopea Falanghina Bio - Come nascono le stelle Ca'Stelle

    Cassyopea è una Falanghina che esprime un personalissimo gusto della bellezza e della bontà; una consapevolezza che rasenta la vanità con quei profumi tipici e quella freschezza che si impone al gusto senza però alterare un equilibrio sempre attento all’eleganza e alla piacevolezza.

    Una personalità ispirata non a caso dal nome che si porta dietro, quello del personaggio mitologico che della bellezza fece tale vanto da far infuriare le divinità fino a spingerla a rischiare il sacrificio della figlia Andromeda per poi trasformarsi nella nota costellazione a zig zag.

    La nostra Cassyopea, però, non fa infuriare nessuno e non sacrifica proprio niente, capace come è di esprimersi al meglio in ogni situazione, dall’aperitivo, all’abbinamento con un classico primo piatto di pesce, fino ad una tradizionale zuppa di legumi del Sannio. Insomma, è vanitosa, perché si piace e si fa piacere, ma non è presuntuosa e ha il coraggio di presentarsi in tutta la sua purezza, senza trucco, nella sua versione biologica. Questa bottiglia è capace di mettere d’accordo proprio tutti, perché è ciò che sa fare meglio questo vitigno, con i sentori di fiori e frutta a polpa bianca e con la sua versatilità.

    E poi qui, a Castelvenere, questa Falanghina sa di giocare decisamente in casa, di ritrarre la bacca bianca tipica di queste zone. Sa di rappresentare al meglio la storia millenaria del Sannio che si respira in ogni borgo, di caratterizzare paesaggi magnifici che riempiono l’occhio, dove il vino, l’olio extravergine e la mela annurca invadono l’olfatto. Regina, come Cassiopea lo fu dell’Etiopia, di una terra generosa. Perfetta sposa di un bel piatto di cavatelli con i broccoli, che nel beneventano sono di casa.

    La nostra Cassyopea è una stella che brillerà a lungo, come la costellazione visibile per tutta la notte alla quale si richiama nell’etichetta. Quel gruppo di stelle che dalla stagione della vendemmia in poi si mostra in tutta la sua magnificenza nella volta stellata dell’emisfero boreale.

    Cassyopea resterà protagonista della produzione di questa famiglia del beneventano, che del vino di qualità ha permeato la propria esistenza e del legame con i miti e i simboli dell’Antica Grecia, da dove molte delle uve conosciute provengono, ha fatto il suo marchio estetico e simbolico. Perché amare la propria terra e la storia della propria famiglia, rende le persone orgogliose e quindi più capaci di ottenere il meglio da entrambe.

    By
    Gianni Bradipo

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